Oggi, Livia Aymonino, moglie del portavoce del Governo Silvio Sircana, scrive a Repubblica per dire la sua sui fatti che hanno coinvolto il marito qualche giorno fa.
Livia alza la testa. Non ci sta.
Non accetta il trattamento riservato dalla stampa e dalla tv alla sua famiglia.
Livia è stanca di questa “nube tossica” che galleggia ormai da giorni sulla sua testa. Non è persona mondana e nemmeno suo marito.
Non vogliono stare sotto i riflettori. Sostiene di essere una persona normale. Come il marito. Una persona attaccata all’understatemant.
E quindi, come farebbe chiunque, scrive una lettera al maggior quotidiano nazionale, che la pubblica in prima pagina.
Un classico atteggiamento di chi vuole tenere un basso profilo e mandar via le voci sul proprio conto.
Ora, di certo, finiranno i discorsi su lei e suo marito. Di sicuro Vespa non ne parlerà. Certo Matrix non farà una scheda sulla lettera, su Livia e sulla sua vita privata e professionale. Sicuramente Dagospia non proromperà in qualche sferzante titolo sulla lettera. Il Foglio di Ferrara non pubblicherà nessun pezzo in cui perculerà Livia, magari con una analisi comparata tra la lettera in questione e quella inviata qualche tempo fa da Veronica allo stesso giornale.
E così che si dimostra di voler mettere a tacere le brutte voci. Scrivere a Repubblica.
A proposito.
Io anni fa, quando ero bello, giovane e con gli ormoni al posto dei neuroni (il fenomeno non si è del tutto concluso come avrete notato dalla qualità dei post), ero in vacanza in Francia e feci amicizia con tre ragazzine del posto: Sandrié, Oudriè e Pascaline.
Le prime due erano molto carine, molto audaci e molto comprensive. La terza, come si può evincere fin dal nome, era un vero cesso. Ora, in quei quindici giorni mi divisi tra le attenzioni di Oudriè e le intenzioni didattiche di Sandriè.
Fuggivo invece da Pascaline, che, in realtà, era l’unica a non essere annebbiata dai sensi e voleva addirittura sapere quale fosse il mio cognome.
Ecco, dopo anni, dopo profonde riflessioni e struggimenti, ho deciso di scrivere una lettera di scuse a Pascaline. L’ho inviata a uno dei maggiori quotidiani francesi. Dovrebbe essere pubblicata a breve. Il direttore, però, ha posto una sola condizione. Nel caso in cui Pascaline dovesse rispondere alle mie domande su possibili recapiti mi ha detto che, dopo essersi fatto fare una breve descrizione, terrà per sé il numero di Oudriè e mi girerà solo quello di Sandriè. Ho accettato. Ah, il direttore mi ha detto che la frase “ Pascaline quindi fammi avere tue notizie e i numeri delle tue amiche e scusami ancora se non ti ho rispettato come donna, ma a mia discolpa c’è da dire che eri un vero bidet” sarà leggermente modificata con: “c’è da dire che eri un vero cesso”. Poichè "bidet", nonostante sembri una parola francese, in Francia è un ogetto poco diffuso e solo pochi riuscirebbero a fare le giuste inferenze. Ora sono a posto. Sento di aver placato ogni possibile polemica sulle mie abitudini.

Nel maggio 2006, vicino casa mia è nato un nuovo centro commerciale. Si chiama Parco Commerciale, però. Vorrei parlare del caso Sircana ma ne ho poca voglia. Poco m’interessa se ha chiacchierato con un trans che si prostituisce. Ancor meno se si debba dimettere. Ma tutta questa situazione mi fa venire in mente un pensiero più largo.
L’idea che mi son fatto è la seguente. Il caso Corona+ Soubrette+ecc ecc ha messo sulla graticola un mondo mediatico fatto di ricchezza, droga e sesso.
Quello che mi sembra lampante è che prima che venissero alla luce queste notizie, quel mondo ci è stato presentato come il più desiderabile, come il modello vincente, come la nuova generazione che avanza. E proprio perché faceva intuire senza dirlo.
Insomma, risplendeva non per come appariva ma per ciò che faceva intravedere: una languida spietatezza della vita, la voglia di essere sopra le righe, oltre le regole, quel vivere veloce e saper giocare d’azzardo con la vita, che se non fai il botto hai svoltato. Aggressività e ammiccamento sembravano essere le parole chiave.
Oggi che le due parole magiche sono state esplicitate, ora che sono state “dette in piazza”, sono state degradate a vizi e pratiche disgustose.
Non c’è più spazio, insomma per quelle speranze, desideri, illusioni di cui quel mondo era, allo stesso tempo, acceleratore, amplificatore e rappresentazione. Speranze, desideri e illusioni che si muovevano in quella zona grigia tra quel mondo e il segreto su cui girava. Finito il segreto, il mondo smette di girare. Perde in fascinizione.
Perché il fascino deriva dal segreto.
Come quando viene svelato il trucco dell’ illusionista: tutti sanno che c’è, ma se qualcuno lo spiega non solo perde di fascino, ma diventa direttamente una presa per il culo nei confronti del pubblico.
E il pubblico s’incazza perché gli è stato tolto il diritto di credere a ciò che (non) vede.
Ora la questione che rimane da sciogliere dopo questo complicatissimo discorso è: lo stesso è accaduto un po’ di tempo a Kate Moss. Oggi è alla ribalta.
Forse siamo troppo scaltri per credere ai sogni e ci siamo stancati di avere segreti da cui farci affascinare. Vogliamo solo essere parte di qualcosa. Si aprono trattative per scendere a patti. E gli illusionisti sono degli sfigati.
In esclusiva per AltaInfedeltà
L’intervista che non avete visto da nessuna parte!
Uno scoop strappato per voi dalle grinfie livide di Corona!
E’ stato il simbolo del risveglio sociale nella musica italiana
Ha trionfato all’ultimo festival di Sanremo.
AltaInfedeltà intervista per voi:

La sedia di Cristicchi!
SediaDiCristicchi: Grazie per avermi invitato.
AI: Ti abbiamo visto da Baudo, da Costanzo, da Chiambretti. Non sei stanca di girare?
SDC: Stanca sì. Ma soddisfatta.
AI: Che effetto ti ha fatto Sanremo?
SDC: Sanremo è il sogno di una vita che si realizza. Baudo è un signore, la Hunziker è fantastica. Mi sono molto divertita.
AI: Di’ la verità: è merito tuo se la canzone ha vinto.
SDC: Ma guarda… no, per carità, lui è bravissimo. A dire il vero era un po’ di tempo che pensavamo a una collaborazione. Dai tempi della canzone su Biagio Antonacci, hai presente? (canta)Vorrei cantare come Biagio Antonacci (ride)… Ecco quella. Alla fine del pezzo Cristicchi mi saliva su e imitava Biagio Antonacci. Una figata.
AI: Poi avete abbandonato l’idea.
SDC: Io ero molto impegnata in politica, lui a girare per locali, non c’è stato modo.
AI: Politica? Dicci di più.
SDC: Preferisco di no.
AI: E’ vero che alzavi un po’ l’altezza di un certo pezzo grosso quando parlava ai convegni?
SDC: No comment.
AI: Continuiamo a parlare del duo Sedia-Cristicchi.
SDC: Bè, c’è stato il periodo di Studentessa Universitaria. Presente?(Canta) Studentessa Universitaria, triste e solitaria… Ecco, la sceneggiatura originale del video prevedeva che Cristicchi mi salisse su e… (ride) bè questo è proprio div… cioè lui saltava addosso alla studentessa… (ride) e lei finisce incinta, capito? Ma poi abbiamo tagliato la scena e ora non è che si capisce molto secondo me.
AI: E poi Sanremo. Anche lì cambi di programma?
SDC: Direi di sì. Insomma, all’inizio si era d’accordo: io cantavo, poi gli salivo sopra alla fine. Ma poi sai, la casa discografica, Baudo, insomma, si è deciso un po’ così.
AI: Sarà per la prossima volta.
SDC: Chissà.
AI: Un’ultima cosa. Abbiamo qui delle foto…
SDC: No comment!
AI: Non sei una sedia.
SDC: No comment!!!
AI: Sei una parentesi patetica in un mare di banalità.
SDC: Io vi denuncio!
AI: Denunciaci, tanto…
SDC: Nooooo!
AI: …non sei neanche una gialla naturale!
L’Informazione quella vera,
solo su AltaInfedeltà
Questa è una storia antica ma, allo stesso tempo, di grande attualità.
Molti anni or sono (duemila circa) una Stella Cometa si trovò a passare nelle vicinanze della Terra.
Tre uomini vedendola dissero :”Eccola, è lei! Seguiamola!”
Terminato l’atto amoroso essa riprese il suo cammino mentre i tre uomini continuarono a tallonarla senza mai perderla d’occhio un solo istante.
La Stella ad un certo punto si accorse di essere seguita e pensò “Che vogliono quei tre da me? Non hanno ancora smesso un attimo di pedinarmi e di starmi con gli occhi addosso!”
Finalmente
Poco dopo arrivarono anche i tre uomini che, come tutti voi avrete capito sin dall’inizio, erano tre paparazzi.
Per questo non avevano mai smesso di fissare
”Abbiamo le tue foto con il meteorite!” disse uno di loro “ O ci paghi 5 milioni di Euro o le pubblichiamo su tutti i giornali!”
”Ma che sono ‘sti Euro?” chiese
”Ah
Aspetta che rifaccio: “O ci paghi 5 milioni di Talenti o le pubblichiamo su tutti i giornali! “
”Siete uomini senza talento quindi! “ disse
”Ma possibile che non abbiate un po’ di rispetto? Siamo di fronte al Bambin divino,
a colui che verrà ricordato da tutti come il Re dei Re, e voi che fate? Mi ricattate?”
”Il Re dei Re? Ma se non ha né scettro né corona! Noi non avremo talento ma almeno portiam Corona, nel senso che è qui con noi” disse uno dei paparazzi indicando l’uomo che era alla sua destra...
Quest’ultimo fece un passo avanti e disse “Piacere, Fabrizio Corona”.
”Piacere, Dio” rispose il bimbo.
Da questo momento in poi quel che accadde lo sapete tutti e quindi eviteremo di raccontarvelo un’altra volta.
Rimane solo un unico grande dubbio:
A noi vien d pensare di sì dato che la storia fu pubblicata su un giornale importantissimo ma nel racconto i tre paparazzi son descritti come Re magi e, soprattutto, dell’amplesso cometico-meteoritico non v’è traccia.
mia madre, fan sfegatata dei ragazzi di Amici di Maria De Filippi, e mi dice:<< Lo sai che Aldo Grasso ha detto che la De Filippi è furba, non brava?>>.
Ebbene signore e signori, quando ormai disperavo per lo stato di salute della politica, ecco il primo, nettissimo, segno di miglioramento del 2007: Luca Di Ciaccio.
Il noto blogger Ludik ( ovvero di Ciaccio) si candida a sindaco di Gaeta .
Ma come? Uno sbarbino si cimenta nella competizione elettorale per antonomasia?
Si! E con che stile!
Il Buon Ludik è un concentrato di ironia, sapienza contemporanea e originalità digitale.
Forse non credete alla mia opinione.
Allora potreste chiedere a Sabelli Fioretti, noto giornalista del Corriere della sera e blogger, che appoggia ludik con simbolo e inno del Partito Popular Populista, che il giornalista fondò in occasione delle ultime elezioni politiche.
Ma cosa ha Ludik in più?
È un uomo del suo tempo che sa miscelare l’alto e il basso.
Riconosce e osteggia i tic dei sessantottini: elitarismo, egocentrismo, giustizialisti e che credono ancora che Santoro e Travaglio siano ancora da considerare due giornalisti (e non due soubrette del banalissimo avant-spettacolo dell’antiberlusconismo più banale e ottuso).
Ma l’idea di Di Ciaccio, per ora la migliore, rimangono le primarie della first lady.
Un po’ rivisitazione delle selezioni di amici, un po’ sfottò verso la nuova mania della politica italiana: o si conosce già il vincitore ( vedi Prodi) o non si rispettano i verdetti ( vedi i casi di Caserta e Aversa).
Quindi, Infedeli, unitevi alla corsa di Di Ciaccio verso un futuro meno orrendo e più praticabile:
Facciamo di tutta Italia la Gaeta di Ludik.
Il Pianeta GNAM è un pianeta mangione, mangia tutto ciò che gli orbita attorno: satelliti naturali e non, pezzi di astronavi andate distrutte, meteore, comete…insomma, qualunque cosa gli passa accanto lui se la mangia.
Così a forza di mangiare, GNAM ingrassava, ingrassava a vista d’occhio e questo era un grosso problema per i suoi abitanti.
Infatti, ingrassando (e quindi aumentando di dimensione) tutti i punti di riferimento che i suoi abitanti avevano a disposizione, cambiavano.
Per esempio, se un cittadino del Pianeta GNAM (chiamiamolo Jack) generalmente partiva da casa alle 7.30 del mattino per poter essere al lavoro alle 7.50, quando GNAM ingrassando aumentava le sue dimensioni, la strada che conduceva da casa di Jack all’ufficio diventava più lunga e quindi lui arrivava in ritardo.
Il Presidente del pianeta chiese a GNAM di mettersi a dieta perché così non si poteva più andare avanti.
Il Pianeta ubbidì, il Presidente era un uomo molto potente, il più potente di tutti, e non si discutevano i suoi ordini.
Quindi GNAM si mise a dieta, ma il problema non si risolse, semplicemente si ricreò lo stesso intoppo di prima, ma al contrario.
Adesso Jack partiva da casa alle 7.30 ed era al lavoro alle 7.38 (GNAM era dimagrito e la strada si era accorciata).
Il Presidente si lamentò di nuovo con GNAM che però stavolta andò su tutte le furie: “Se son grasso perché son grasso! Se son magro perché son magro! Che devo fare io?” e gli sarebbero girati i satelliti (se solo non se li fosse mangiati), ma siccome non li aveva più iniziò a girare lui, vorticosamente, su se stesso. Fu un vero disastro.
I suoi abitanti furono scagliati in aria dalla forza centrifuga e ricaddero in altre zone del pianeta.
Il Presidente di una squadra di calcio, ad esempio, si ritrovò seduto in Parlamento.
Una pornodiva che stava girando una scena di sesso orale si ritrovò sotto una scrivania di una stanza ovale.
Era la scrivania del Presidente che, grato per quella sorpresa inattesa, decise di festeggiare.
Lui era uno che quando decideva di festeggiare lo faceva alla grande.
Diede ordine all’esercito di lanciare tonnellate di bombe qua e là sul Pianeta, e che si sentissero bene i botti.
Gli aerei partirono con il loro carico di bombe intelligenti, che erano davvero intelligentissime, ma siccome GNAM continuava a ruotare su se stesso a velocità incredibile non era facile colpire l’obbiettivo perché questo si spostava.
Capitava così che invece di un obiettivo militare venisse colpito un asilo con dentro dei bambini.
”Che colpa ne ho io se viviamo su di un pianeta anoressico/bulimico/schizofrenico? Prendetevela con lui, non si può più nemmeno festeggiare in pace adesso?”.
Tutto questo caos fece letteralmente impazzire alcuni abitanti di GNAM che vennero portati al manicomio dove c’era, ad attenderli, Cristicchi che gli regalava una rosa.
La situazione stava degenerando, il Presidente tornò a parlare con GNAM e lo convinse a smetterla, avrebbe potuto mangiare quello che voleva, ma che la smettesse di girare così!
GNAM si placò, ricominciò a mangiare come un pazzo e morì di infarto.
Essendo morto, il suo moto di rotazione si arrestò e GNAM rimase fermo.
Nella zona di GNAM che restò al Sole morirono tutti per il troppo caldo, nella zona rimasta all’ombra perirono tutti per il troppo freddo.
Quei pochi che sono sopravvissuti adesso si ritrovano al bar a dirsi che è proprio vero che non ci sono più le mezze stagioni.
Avete degli oggetti orrendi o semplicemente bellissimi che non riuscite più a tenere nascosti nella vostra casa? Volete che tutto il mondo sappia quanto sono eccezionali i vostri acquisti? Allora inviateci una mail con una foto e la descrizione degli oggetti presentati! Noi sceglieremo le foto più belle e le pubblicheremo sul blog! E non solo: vi osanneremo per la vostra genialità negli acquisti! Allora? Che ne dite, avete una foto più bella di questa?